Investigatori Privati Milano

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Curiosità

L’investigatore è una persona o figura fisica che ha il compito di svolgere indagini volte all’accertamento di determinati fatti. Ci si può avvalere di un investigatore privato per avere una prova valida, anche a tutela di un diritto in sede giudiziale.

Quando l’attività viene svolta da privati cittadini, si parla comunemente di investigatore privato o in inglese Detective.
L’investigatore può essere privato, quando il ruolo è svolto da un privato cittadino, ma sempre nel rispetto delle autorizzazioni previste dalla legge e della tutela sulla privacy.
Può essere autorizzato ad esercitare indagini per conto di privati, o anche pubblici.

L’ investigatore privato e le agenzie di investigazioni hanno bisogno di permessi e/o autorizzazioni, previsti e rilasciati dalla legge del proprio Stato di appartenenza, per poter esercitare bisogna ottenere una specifica autorizzazione rilasciata dal prefetto (licenza prefettizia).
Ottenuti questi documenti l’ investigatore privato può svolgere indagini su incarico di privati, aziende, enti pubblici, anche per conto di avvocati al fine di trovare elementi di prova da poter utilizzare nel contesto di un processo penale.

L’investigatore pubblico invece è un ruolo svolto dalla polizia italiana (in senso generale) e in particolare la funzione è svolta dalla polizia giudiziaria italiana, che risponde solitamente al pubblico ministero.

Come e quando utilizzare i servizi di un investigatore privato

Spesso nelle relazioni matrimoniali accade che un coniuge si attivi al fine di scoprire elementi di prova a carico del partner da poter utilizzare in un futuro giudizio di separazione o divorzio, per esempio, per dimostrare l’infedeltà o altre condotte.
Per questo motivo, molte persone si rivolgono ad un’agenzia investigativa, quest’ultima eseguirà dei controlli e dei pedinamenti, sempre nel rispetto delle leggi volte a soddisfare i dubbi e le perplessità del cliente in questione fornendo dopo un’ attenta indagine un rapporto con prove documentate (foto/video).
Tali documenti, costituiscono una prova atipica, ovvero una tipologia di prova non esplicitamente prevista dal codice civile, ma, comunque, ammessa in presenza di determinate condizioni.
Secondo una recente pronuncia del Tribunale di Milano, nell’ipotesi in cui il documento abbia un contenuto “neutro”, lo stesso potrebbe costituire un indizio, purché supportato da altri elementi probatori.
Anche se ancora molti sono scettici e preferiscono svolgere “indagini fai da te” ci sono molte cose da tenere in considerazione e da evitare, controllare il telefono del proprio partner, come eseguire foto o riprese presso il domicilio violano le leggi sulla privacy quindi si potrebbe incorrere in sanzioni penali, quindi per evitare spiacevoli sorprese è consigliato affidarsi a personale qualificato che vi fornirà prove tangibili (qualora i vostri dubbi siano fondati).

Infedeltà coniugale: le prove dell’ investigatore privato valgono in tribunale

Sentenza di Cassazione sulla separazione di due modenesi

L’investigatore privato è ammesso: porta dati oggettivi


24 Maggio 2014 Dalla Gazzetta di Modena:


Via libera alle investigazioni di un detective privato portate come prova in tribunale in una causa di separazione. È la Cassazione a stabilirlo dando ragione ad un modenese che aveva assoldato un investigatore privato per accertare l’infedeltà della moglie.

Era stata la donna, che voleva separarsi dal marito, a promuovere la causa chiedendo il mantenimento. Ma i giudici hanno ritenuto che dalle fotografie e dai tabulati telefonici emersi dalle indagini dell’investigatore e portati in tribunale, fosse la nuova relazione della moglie la ragione della definitiva rottura del rapporto tra i due coniugi. Le hanno quindi addebito la separazione, escludendo il suo diritto al mantenimento, nonostante questa avesse sostenuto che il matrimonio fosse in crisi prima della sua infedeltà, tanto che già dormivano in camere separate.

La Cassazione – con la sentenza 11516 della prima sezione civile, che ha confermato quanto stabilito nel merito dal tribunale di Modena e dalla corte d’Appello di Bologna – ha ribadito quanto stabilito dalla stessa Corte nell’ambito dei rapporti di lavoro “ove è consentito al datore di lavoro incaricare un’agenzia investigativa al fine di verificare le condotte illecite da parte dei dipendenti”. “Nel contesto della materia familiare – scrivono i giudici – parimenti il ricorso all’ausilio di un investigatore privato è ammesso”. Una sentenza che farà certamente piacere alle agenzie investigative, che sui casi di infedeltà coniugale già lavorano molto e che ora vedono le proprie relazioni acquisire un “valore aggiunto”: la loro validità non si può poù mettere in discussione.

Nel caso dei due coniugi modenesi, la corte d’Appello ha ritenuto che la violazione del dovere di fedeltà fosse precedente alla domanda di separazione sulla base delle date delle fotografie e dei tabulati telefonici portati in tribunale. Su questo punto aveva fatto ricorso in Cassazione il difensore della donna, opponendo che “la relazione investigativa era stata redatta da un terzo su incarico del marito, dunque senza le garanzie del contradditorio” e che l’investigatore “aveva narrato una serie di fatti giungendo a conclusioni del tutto personali”. Cioè, che la moglie tradiva il marito prima della causa di separazione.

Secondo la Cassazione, invece, il materiale portato in aula del detective è valido. Si tratta – si legge nella sentenza – “di dati del tutto oggettivi, non di mere deduzioni dell’investigatore privato incaricato”. A fronte dell’adulterio, dunque, il marito “ha assolto all’onere della prova su di lui gravante”, mentre – conclude la Suprema Corte – “l’anteriorità della crisi matrimoniale” rispetto all’infedeltà, sostenuta dalla moglie, “non è stata positivamente accertata dalla corte di merito”.

Ingaggiare Investigatore Privato

Possibilità di controllo dipendenti da parte dell’azienda

Il datore di lavoro può far spiare i propri dipendenti dall’agenzia investigativa privata.


04 Dicembre 2014 Dalla Legge Per Tutti


Per scoprire chi ruba in azienda, è possibile ingaggiare un investigatore privato per i controlli sui dipendenti.
Si può effettuare il controllo fuori dall’azienda:

1. per controllare se il lavoratore sta usufruendo illegittimamente dei permessi della “104” (leggi: “Permessi della legge 104: possibile pedinare il dipendente col detective”)

2. oppure per verificare se il dipendente è davvero in malattia (leggi “Il datore può far pedinare dagli investigatori il dipendente in malattia”);

ma lo può fare anche all’interno dell’azienda, per infliggere il licenziamento per giusta causa nei confronti di chi viene pescato a rubare i beni dell’azienda. Secondo infatti una sentenza della Cassazione di poche ore fa [1] sono legittimi i controlli occulti affidati ai detective se non riguardano l’inadempimento della prestazione ma le condotte del dipendente che incidono sul patrimonio della società.

Inutile aggrapparsi allo Statuto dei lavoratori che vieta i controlli a distanza dei dipendenti. La privacy e le garanzie lavoristiche vengono meno quando è in gioco la sicurezza dell’azienda e l’integrità del suo patrimonio. Il divieto dei controlli occulti imposto al datore, invece, riguarda solo i casi in cui l’indagine si spinga a verificare l’efficienza e la produttività del dipendente.

Non è contestabile il licenziamento in tronco, senza alcun preavviso, nei confronti di chi è sorpreso a rubare sul posto di lavoro. Ciò che, però, aggiunge la sentenza in commento è che le prove del reato possono essere fornite in qualsiasi modo, anche dall’agenzia di investigazione privata ingaggiata ad hoc dall’imprenditore, che evidentemente sospetta del dipendente.

Lo spionaggio è tanto più legittimo quanto più si ha a che fare con incarichi “delicati” come quello della cassiera o del magazziniere. La delicatezza della funzione svolta da chi ha il maneggio di denaro o di chi ha la detenzione di tutta la merce dell’imprenditore non consente alcuna tolleranza.

Insomma, ben può il datore di lavoro rivolgersi a detective privati – diversi dalle guardie giurate chiamate a sorvegliare l’azienda dai furti esterni – laddove gli investigatori sono incaricati di spiare gli atti illeciti del lavoratore non riconducibili al mero inadempimento del prestatore d’opera.

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